Località Sant’Amico
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Testo a cura di Alessandra Boldreghini
Per visitare questa suggestiva frazione del borgo, vi suggeriamo di munirvi di macchina fotografica e passeggiare tra i filari di viti cullando lo sguardo su scorci incantevoli, accolti da una vegetazione rigogliosa e disordinata nei tratti non domati dalla mano dell’uomo. Ci si perde fra i profumi dei grappoli abbandonati sui vitigni, rubandone qualcuno per rapirne il gusto, nella stagione estiva. In autunno invece è un tripudio di colori per il foliage, che dipinge di tinte diverse le viti del vitigno del Lacrima con tutte le sfumature del rosso e quelle del vitigno del Castelli di Jesi Verdicchio, di un giallo brillante. Immancabile la tappa in una delle Cantine del luogo e la visita alla chiesa rurale dei Santi Simone e Giuda, costruita nel Cinquecento impiegando anche mattoni di fattura romana, raccolti probabilmente nella vicina area archeologica. A Sant’Amico è venuto alla luce nella seconda metà dell’800, un medaglione d’oro del VI secolo, di manifattura bizantina con l’effige del re Teodorico, l’unica immagine esistente del sovrano ostrogoto. Il legame del territorio con questo personaggio storico è sottolineato dal nome Torre Teodorico apposto alla torre panoramica presso il borgo, che volge proprio verso la frazione. Chi vuole vivere l’esperienza di visitare un’antica cantina del borgo, non mancherà di fermarsi presso l’Antica Cantina Sant’Amico, location suggestiva per wedding, che secondo la leggenda, ha accolto nella villa all’interno del parco privato, il poeta Giacomo Leopardi.