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Tra storia, vino e panorami senza tempo.

I luoghi da non perdere

Cultura

Piazza Barcaroli

Piazza Barcaroli si trova nel nucleo più interno del borgo storico di Morro d’Alba. Fino al 1813, come dimostrano le immagini del Catasto Gregoriano, quella che oggi è una piazza era uno spazio saturo di edifici che ospitava gli uffici comunali, le abitazioni dei benestanti, un molino dell’olio, il Monte di Pietà ecc, quindi elementi tipici che caratterizzavano la socialità del borgo. Dal XIX secolo tuttavia, le famiglie più in vista persero l’abitudine di abitare il castello, non considerando più la dimora in centro storico un segno di distinzione sociale, così gli edifici del centro e la cinta muraria iniziarono a dare segni di decadenza. Le costruzioni all’interno del borgo vennero quasi completamente demolite, lasciando solo le costruzioni sulla zona perimetrale, come le vediamo attualmente. Oggi, parte della piazza ospita un giardino, mentre l’altra parte diventa un teatro a cielo aperto in estate, una sorta di arena in cui si svolgono spettacoli teatrali, la rassegna cinematografica sotto le stelle, cene all’aperto, gli spettacoli del Festival Letterario Lacrima in giallo e i concerti de Le notti del vino. Dalla piazza si aprono due ingressi che conducono al Camminamento di ronda la Scarpa. Sulla parte a nord, si osserva una rientranza, sede di un edificio abbattuto. Sul fondale di giorno si nota un’opera di Land art, realizzata in occasione della prima edizione del Green Loop Festival, in collaborazione con l’Accademia Poliarte di Ancona. La struttura è una sorta di rosone che rievoca i simboli del territorio di Morro d’Alba. Nella parte più esterna si riconoscono le foglie dell’ulivo e della vite, cioè le culture più diffuse sulle nostre colline, quindi il cerchio più interno è composto per metà dalla ruota del carro agricolo, che ritroviamo anche nel Museo Utensilia e dalla ruota meccanica che ricorda le nostre aziende. Di notte, l’opera si illumina grazie all’installazione di Light design “The Symbol”, visibile anche da piazza Tarsetti.
Cultura

Piazzale Bersaglieri

Costeggia il fronte sud orientale delle mura castellane ed è occupato da un giardino attrezzato con giochi per bambini e da un ampio spiazzo che in estate diventa uno dei luoghi in cui vengono ospitati spettacoli all’aperto e serate danzanti. Molto frequentato nei pomeriggi estivi perché sempre in ombra, sia da famiglie con bambini ma anche dagli ospiti della casa di riposo che in questo luogo si ritrovano in un continuo dialogo e interazione con la cittadinanza. In occasione del Cantamaggio, è il luogo in cui viene addobbato l’albero del maggio, dai bambini della scuola dell’infanzia e dai “nonni” della casa di riposo. Questo è il primo rito della festa antica in cui vengono rievocati i canti rituali di questua e le cui immagini sono state immortalate dagli scatti di Mario Giacomelli nella collezione esposta in maniera permanente presso il Museo Utensilia. L’area, tutt’oggi è nota come “il giogo”, forse ricordando lo spazio in cui un tempo si giocava al gioco del pallone con il bracciale. In occasione degli eventi speciali (Le notti del vino, La notte romantica dei borghi, Il natale ecc.) le imponenti mura diventano un’installazione di light design. “Green Heart” è infatti il videomapping che viene proiettato sulla parete della facciata del castello, e che offre una narrazione inedita e spettacolare del borgo di Morro d’Alba. L’installazione è visibile a chilometri di distanza. A Natale il progetto luminoso viene personalizzato con giochi di luce dedicati alla magia di questo periodo. Presso il piazzale Bersaglieri si trova anche la sede della locale Biblioteca Pubblica, al centro di molte iniziative culturali promosse nel borgo.
Cultura
Spiritualità

Chiesa di Sant’Amico (La Chiesa dei Santi Simone e Giuda)

Per comodità del popolo della contrada omonima, secondo una lapide che era posta all’ingresso, nell’aprile del 1587 venne costruita la chiesa di Sant’Amico che è dedicata ai Santi Simone e Giuda. Nei secoli XV, XVI e XVII la contrada era riportata nei catasti e in vari documenti con la dizione San Manìco o San Menìco; solo nel corso del XVIII secolo compare la dizione attuale. La chiesa sarebbe stata costruita sul luogo di una preesistente dedicata a San Domenico, da cui deriverebbe la storpiatura popolare di San Ménico. Questa piccola chiesa rurale forma un unico corpo edilizio con una contigua abitazione posta sul lato sinistro. Il complesso è stato restaurato alla fine degli anni ‘80; la Sovrintendenza ai Beni Culturali aveva espresso parere favorevole ai lavori purché fosse mantenuto il carattere originale della costruzione, ritenuto “edificio storico monumentale”. Presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda di Sant’Amico ha sede la Confraternita del Buon Gesù. Non esiste una data certa della sua istituzione, ma la tenuta dei libri inizia dal 1588, un anno dopo la costruzione della chiesa. Il 1° maggio 1608 fu aggregata all’Arciconfraternita del Buon Gesù della chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma. Essa è stata presente ed operante sul territorio fino agli anni ‘60. Dopo un lungo periodo di inattività ha ripreso vita nel 1978 ma è rimasta inoperosa fino al recente passato quando, con un nuovo spirito vitale espresso dalla presenza di alcuni giovani, nel 2005 si è svolta la “Cerimonia di Vestizione” dei nuovi confratelli.
Bellezza
Cultura
Spiritualità

Chiesa del Santissimo Sacramento

All’interno del tessuto edilizio storico di Morro d’Alba, posta quasi all’inizio del borgo in direzione di Jesi, sorge la piccola chiesa costruita, nella prima metà del 1600, dalla Confraternita del SS. Sacramento che da essa prende il nome. Tale Confraternita, già istituita presso l’altare maggiore della Chiesa parrocchiale di San Gaudenzio, per una maggiore autonomia, secondo una tradizione medioevale, aveva chiesto più volte l’autorizzazione al Consiglio Comunale di erigere una propria chiesa, cosa che avvenne solo nel 1614. Secondo l’inventario diocesano del 1873, la storia della Confraternita risale al 1450 e risulta si sia aggregata all’Arciconfraternita del SS. Sacramento della chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma nel 1632. Presente ed attiva sul territorio fino alla fine degli anni ‘80 del Novecento, ha ripreso vita e vigore all’inizio del 2005, con la “Cerimonia di Vestizione” dei nuovi confratelli. Ritornando alla Chiesa, al di sopra dell’altare ligneo si trova una tela dell’“Ultima Cena” realizzata ad olio, collocabile nella seconda metà del XVII secolo e da attribuirsi ad un mediocre artista locale che copia fedelmente la tela dell’“Ultima Cena” di Felice Pellegrini, conservata nella chiesa Collegiata di Santo Stefano a Castelfidardo. E’ presente anche un plastico del sacello lauretano in legno dipinto, risalente al secolo XVIII. La “Santa Casa” ha forma rettangolare e un tetto a spioventi con un campanile; sul tetto siedono la Madonna e Gesù Bambino che benedice. La scultura morrese settecentesca risponde a quella tipologia determinata dalla presenza della Madonna e Bambino seduti sul tetto della sacra casetta della Vergine, detta popolarmente “Madonna del Tettarello”.
Cultura
Spiritualità

Chiesa di San Benedetto

Nel 1487 il Capitolo di S. Giovanni in Laterano autorizzò l’autorità comunale di Morro e la Confraternita di S. Benedetto a costruire una chiesa o una cappella su un’area di sua proprietà, lungo il borgo, poco lontano dal castello. Nel 1512 era già edificata e, per quella concessione, ancora oggi riporta, sulla facciata, lo stemma del Capitolo stesso, unico elemento superstite della primigenia struttura architettonica. Tra il 1608 e il 1627, la chiesa ha fatto parte di un piccolo convento francescano insediatosi in loco. Dopo varie ristrutturazioni, da chiesa della Confraternita è diventata sede parrocchiale nel 1884 quando vi vennero trasferiti i diritti della Chiesa di Santa Maria del Fiore. L’edificio presenta una facciata con elementi decorativi in pietra bianca risalente alla ristrutturazione degli anni ’30 del Novecento ed un interno a pianta basilicata con navata unica. La soffittatura, l’arco tra navata e presbiterio e la volta del presbiterio stesso, sono stati affrescati, alla fine degli anni ’40 del XX secolo, dai pittori di Ostra Marcantonio Bedini e dal giovane Tarcisio, suo figlio. Accoglie nelle pareti lunghe due interessanti e pregevoli mostre d’altare lignee, due “ancone” di fine XVI secolo, opere di artigiani locali esperti nel lavoro d’intaglio. Quella della parete di destra racchiude un dipinto del 1595 del pittore Ercole Ramazzani di Arcevia, già allievo di Lorenzo Lotto, raffigurante l’“Immacolata Concezione” affiancata da due schiere di angeli, fra San Michele Arcangelo e San Benedetto. Nella parete contrapposta, un dipinto della prima metà del XVII secolo raffigura la “Madonna di Loreto”, al centro fra Santa Teresa, Santa Chiara, San Francesco e Sant’Antonio. Nel presbiterio, in una nicchia sopra l’altare, un trono ligneo dorato di fine XIX secolo con un piccolo dipinto su tela raffigurante la “Madonna del Consiglio”.
Itinerari turistici

Itinerari turistici per conoscere, esplorare e valorizzare il territorio.

Esperienze

Un viaggio tra arte, storia e tradizioni locali.

10 cose da fare e vedere a Morro d’Alba, il borgo del vino Lacrima
Morro d’Alba è un borgo della provincia di Ancona immerso tra le colline. Meta perfetta per coloro che vogliono scoprire la bellezza nascosta delle Marche è inserito nel club de I Borghi più Belli d’Italia. Il termine “Morro” deriva probabilmente da murr, altura o roccia in quanto il borgo si trova infatti su un colle, in posizione strategica e panoramica. “Alba”, invece, venne aggiunto dopo il 1862. Il nome più antico del borgo è Castrum Murri, Castello di Morro.
Percorsi nelle Terre del Lacrima
A Morro d’Alba il paesaggio non si osserva soltanto: si vive passo dopo passo.I Percorsi nelle Terre del Lacrima invitano il visitatore a entrare nel cuore di un territorio unico, dove il profilo delle colline, i filari del celebre vino Lacrima e il fascino del borgo storico si fondono in un’esperienza lenta, autentica e coinvolgente. Si tratta di una proposta pensata per chi ama la natura, il turismo enogastronomico e il contatto diretto con l’identità rurale marchigiana. I percorsi attraversano campagne, vigne, strade bianche, sentieri panoramici e piccoli luoghi di spiritualità diffusa, offrendo scorci di grande bellezza e occasioni di scoperta in ogni stagione. L’offerta comprende sia gli itinerari Agricom Triponzio-Esino, nati nell’ambito della collaborazione tra comuni per la valorizzazione delle attività agrituristiche, sia i veri e propri percorsi escursionistici nelle Terre del Lacrima, con tracciati di diversa lunghezza e difficoltà, adatti a pubblici differenti. Fra i percorsi segnalati figurano, ad esempio, Pozzo Buono – Gualdicciolo, Piedesanta – Sant’Amico, Cupetta – Filonzi – Santa Maria, oltre a itinerari come Guadicciolo – Pozzo Buono, Sanguineti – San Bonaventura, San Patrignano – Agricom S. Amico e Pozzo Buono – Laureto. Questa rete di escursioni consente di costruire esperienze su misura:una passeggiata facile tra i vigneti, un percorso più immersivo tra salite e panorami mozzafiato, un’uscita dedicata alla fotografia, oppure una giornata da completare con degustazioni, visite in cantina e soste nei luoghi del gusto. Il territorio delle Terre del Lacrima viene infatti promosso anche come esperienza da vivere tra ospitalità, ristorazione, vino e attività all’aria aperta.
Scopri l’Autentica Esperienza di Visita alle Cantine di Morro d’Alba
Morro d’Alba, un gioiello incastonato tra le colline marchigiane, ti invita a vivere un'esperienza enogastronomica indimenticabile nel cuore della zona di produzione del celebre Lacrima di Morro d'Alba DOC. Le visite alle nostre cantine non sono solo degustazioni, ma veri e propri percorsi sensoriali. Sarai accolto direttamente dai produttori, che con passione e dedizione ti guideranno alla scoperta dei segreti della vinificazione: dalle vigne baciate dal sole fino alle fresche penombre delle cantine. Avrai l'occasione di conoscere la storia secolare di questo vino autoctono, di ammirare gli strumenti del mestiere e, naturalmente, di degustare il Lacrima e gli altri vini del territorio, spesso accompagnati da prodotti tipici locali. È l'opportunità perfetta per connettersi con la tradizione, l'ospitalità marchigiana e la qualità artigianale. Vuoi pianificare la tua visita? Per rendere la tua esperienza semplice e completa, tutte le cantine del territorio, i dettagli sui servizi offerti e una mappa interattiva per localizzarle sono raccolti nel sito ufficiale Cantine di Morro d'Alba. Visita il sito per scoprire gli orari, prenotare la tua degustazione e disegnare il tuo itinerario personale tra i sapori inconfondibili di Morro d'Alba. Ti aspettiamo!
PR MARCHE FESR 2021/2027
ASSE 1 - OS 1.2 - AZIONE 1.2.2 - Intervento 1.2.2.2
Titolo progetto: MORRO D’ALBA: TURISMO E CULTURA IN UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA CUP: C51F24004870002 CIG: B4EF82558B