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Tra storia, vino e panorami senza tempo.

I luoghi da non perdere

Cultura

Località Sant’Amico

Testo a cura di Alessandra Boldreghini Per visitare questa suggestiva frazione del borgo, vi suggeriamo di munirvi di macchina fotografica e passeggiare tra i filari di viti cullando lo sguardo su scorci incantevoli, accolti da una vegetazione rigogliosa e disordinata nei tratti non domati dalla mano dell’uomo. Ci si perde fra i profumi dei grappoli abbandonati sui vitigni, rubandone qualcuno per rapirne il gusto, nella stagione estiva. In autunno invece è un tripudio di colori per il foliage, che dipinge di tinte diverse le viti del vitigno del Lacrima con tutte le sfumature del rosso e quelle del vitigno del Castelli di Jesi Verdicchio, di un giallo brillante. Immancabile la tappa in una delle Cantine del luogo e la visita alla chiesa rurale dei Santi Simone e Giuda, costruita nel Cinquecento impiegando anche mattoni di fattura romana, raccolti probabilmente nella vicina area archeologica. A Sant’Amico è venuto alla luce nella seconda metà dell’800, un medaglione d’oro del VI secolo, di manifattura bizantina con l’effige del re Teodorico, l’unica immagine esistente del sovrano ostrogoto. Il legame del territorio con questo personaggio storico è sottolineato dal nome Torre Teodorico apposto alla torre panoramica presso il borgo, che volge proprio verso la frazione. Chi vuole vivere l’esperienza di visitare un’antica cantina del borgo, non mancherà di fermarsi presso l’Antica Cantina Sant’Amico, location suggestiva per wedding, che secondo la leggenda, ha accolto nella villa all’interno del parco privato, il poeta Giacomo Leopardi.
Cultura
Spiritualità

Chiesa di Sant’Amico (La Chiesa dei Santi Simone e Giuda)

Per comodità del popolo della contrada omonima, secondo una lapide che era posta all’ingresso, nell’aprile del 1587 venne costruita la chiesa di Sant’Amico che è dedicata ai Santi Simone e Giuda. Nei secoli XV, XVI e XVII la contrada era riportata nei catasti e in vari documenti con la dizione San Manìco o San Menìco; solo nel corso del XVIII secolo compare la dizione attuale. La chiesa sarebbe stata costruita sul luogo di una preesistente dedicata a San Domenico, da cui deriverebbe la storpiatura popolare di San Ménico. Questa piccola chiesa rurale forma un unico corpo edilizio con una contigua abitazione posta sul lato sinistro. Il complesso è stato restaurato alla fine degli anni ‘80; la Sovrintendenza ai Beni Culturali aveva espresso parere favorevole ai lavori purché fosse mantenuto il carattere originale della costruzione, ritenuto “edificio storico monumentale”. Presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda di Sant’Amico ha sede la Confraternita del Buon Gesù. Non esiste una data certa della sua istituzione, ma la tenuta dei libri inizia dal 1588, un anno dopo la costruzione della chiesa. Il 1° maggio 1608 fu aggregata all’Arciconfraternita del Buon Gesù della chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma. Essa è stata presente ed operante sul territorio fino agli anni ‘60. Dopo un lungo periodo di inattività ha ripreso vita nel 1978 ma è rimasta inoperosa fino al recente passato quando, con un nuovo spirito vitale espresso dalla presenza di alcuni giovani, nel 2005 si è svolta la “Cerimonia di Vestizione” dei nuovi confratelli.
Bellezza

Installazioni Morro D’Alba in notturna

Scoprire il borgo nella sua dimensione notturna è un’esperienza affascinante, consigliata in ogni stagione ma particolarmente suggestiva in estate, quando il caldo della costa e dell’entroterra spinge a rifugiarsi in collina, dove è più ventilato, un’abitudine antica, che avevano già le famiglie nobiliari dal ‘500 in poi. L’itinerario suggerito parte dal centro di piazza Tarsetti, dove si trova la Stele con il graffito del Maestro Enzo Cucchi. Qui è stata pensata e realizzata l’installazione dal nome “the sign” che valorizza l’opera del padre della Transavanguardia, nativo di Morro d’Alba. Volgendo lo sguardo al castello, l’arco di ingresso al borgo appare illuminato con colori diversi a seconda dell’evento in programma o della stazione, una personalizzazione che regala un’emozione sempre nuova. Invogliati ad attraversarlo, si scorge verso il centro della rocca, in profondità, piazza Barcaroli, con un'altra installazione luminosa, è “The Symbol”, l’installazione che illumina, a sua volta, un’opera di land art che racconta il nostro territorio, frutto di un workshop con l’accademia Poliarte nella prima edizione di Green Loop Festival. Appena superato l’arco di ingresso al borgo, suggeriamo di entrare nel camminamento di ronda La Scarpa. Il cartello del Bacio è già un esplicito invito a riconoscere questo luogo come uno dei più romantici della Marche. Il Monumento presenta una parete laterale con numerose porte o finestre. Sono gli accessi degli abitanti del borgo, che condividono questo straordinario gioiello architettonico con i turisti. Le aperture verso l’esterno, detti “finestroni”, consentono di osservare la campagna marchigiana. Percorrendo il Camminamento, si incontreranno due torri scoperte da cui osservare il panorama circostante. Torre Federico I (Il Barbarossa), è orientata a ovest. Torre Teodorico, che spesso in estate diventa il palcoscenico per concerti, matrimoni e presentazioni teatrali, è orientata a est e da questa si scorge la costa da cui è possibile osservare la nascita della luna che riflette la sua luce sul mare. Proseguendo, un altro suggestivo punto di osservazione è la terrazza davanti il ristorante. Si tratta di un’interruzione della copertura del camminamento generata in seguito a una demolizione intervenuta dopo il secondo dopoguerra. La perdita della copertura architettonica, lascia lo spazio a un panorama mozzafiato, sia di giorno che di notte, dove è possibile osservare la costa di Falconara e Ancona e scorgere sulle creste delle colline, le luci dei borghi circostanti. Nella bella stagione non è inusuale avvertire l’odore di salsedine provenire dalla costa. È un fenomeno che influenza il vino prodotto nelle nostre colline, sia che si tratti del Verdicchio, che risulta particolarmente minerale in questa zona, la più a est del territorio di produzione, sia che si tratti del vino Lacrima di Morro d’Alba, con il suo inconfondibile bouquet di rose e viole. Proseguendo il percorso lungo il Camminamento la Scarpa, si incontra la porta di ingresso ai Sotterranei- Museo Utensilia, in cui sono custodite, in uno splendido complesso architettonico, le opere del Maestro della fotografia Mario Giacomelli, insieme a una collezione ragionata di strumenti della cultura mezzadrile. Altro ingresso da non trascurare è quello all’enoteca in cui i wine lovers non sapranno resistere dal munirsi di calice per conoscere e degustare il vino del territorio, anche in abbinamento ai prodotti locali, ed eventualmente farne l’acquisto. Procedendo lungo il Camminamento di ronda, si scorge, anche a distanza, una luce rossastra sulla pavimentazione. È “Hellish Walk” l’opera luminosa, ispirata a Dante, che restituisce il fascino di una passeggiata tra le fiamme, in un monumento unico in Europa. All’uscita dal Camminamento di ronda ci si ritrova in piazza Romagnoli, dalla parte opposta a quella in cui si è entrati. In soli trecento metri si è percorso un viaggio suggestivo, un’esperienza unica fra storia e paesaggio che emoziona tutti i visitatori. Ma se vi trovate sul borgo più romantico delle Marche durante uno degli eventi, non mancate di osservare il Castello dal Piazzale Bersaglieri per ammirare “Green Heart”, il videomapping che viene proiettato sulla parete della facciata del castello, e che offre una narrazione inedita e spettacolare del borgo di Morro d’Alba. L’installazione è visibile a chilometri di distanza. A Natale il progetto luminoso viene personalizzato con giochi di luce dedicati alla magia di questo periodo. Fra magie di luci, inebrianti calici e paesaggi mozzafiato, la visita a Morro d’Alba in notturna è un’esperienza da non mancare. Testo a cura di Alessandra Boldreghini
Itinerari turistici

Itinerari turistici per conoscere, esplorare e valorizzare il territorio.

Esperienze

Un viaggio tra arte, storia e tradizioni locali.

Percorsi nelle Terre del Lacrima
A Morro d’Alba il paesaggio non si osserva soltanto: si vive passo dopo passo.I Percorsi nelle Terre del Lacrima invitano il visitatore a entrare nel cuore di un territorio unico, dove il profilo delle colline, i filari del celebre vino Lacrima e il fascino del borgo storico si fondono in un’esperienza lenta, autentica e coinvolgente. Si tratta di una proposta pensata per chi ama la natura, il turismo enogastronomico e il contatto diretto con l’identità rurale marchigiana. I percorsi attraversano campagne, vigne, strade bianche, sentieri panoramici e piccoli luoghi di spiritualità diffusa, offrendo scorci di grande bellezza e occasioni di scoperta in ogni stagione. L’offerta comprende sia gli itinerari Agricom Triponzio-Esino, nati nell’ambito della collaborazione tra comuni per la valorizzazione delle attività agrituristiche, sia i veri e propri percorsi escursionistici nelle Terre del Lacrima, con tracciati di diversa lunghezza e difficoltà, adatti a pubblici differenti. Fra i percorsi segnalati figurano, ad esempio, Pozzo Buono – Gualdicciolo, Piedesanta – Sant’Amico, Cupetta – Filonzi – Santa Maria, oltre a itinerari come Guadicciolo – Pozzo Buono, Sanguineti – San Bonaventura, San Patrignano – Agricom S. Amico e Pozzo Buono – Laureto. Questa rete di escursioni consente di costruire esperienze su misura:una passeggiata facile tra i vigneti, un percorso più immersivo tra salite e panorami mozzafiato, un’uscita dedicata alla fotografia, oppure una giornata da completare con degustazioni, visite in cantina e soste nei luoghi del gusto. Il territorio delle Terre del Lacrima viene infatti promosso anche come esperienza da vivere tra ospitalità, ristorazione, vino e attività all’aria aperta.
10 cose da fare e vedere a Morro d’Alba, il borgo del vino Lacrima
Morro d’Alba è un borgo della provincia di Ancona immerso tra le colline. Meta perfetta per coloro che vogliono scoprire la bellezza nascosta delle Marche è inserito nel club de I Borghi più Belli d’Italia. Il termine “Morro” deriva probabilmente da murr, altura o roccia in quanto il borgo si trova infatti su un colle, in posizione strategica e panoramica. “Alba”, invece, venne aggiunto dopo il 1862. Il nome più antico del borgo è Castrum Murri, Castello di Morro.
Borgo Shopping
"BorgoShopping" è il nome di un progetto innovativo che ha l'obiettivo di trasformare il centro storico di Morro d'Alba in un Centro Commerciale Naturale. L'iniziativa si distingue dai centri commerciali tradizionali, in quanto non è un luogo fisico con un'unica struttura, ma un sistema integrato che valorizza il patrimonio esistente. Punti chiave del progetto: Obiettivo principale: Valorizzare e sostenere il commercio locale, le botteghe e i produttori tipici, preservando al contempo l'autenticità e il fascino del borgo medievale. Funzionamento: Mette in rete negozi, artigiani, ristoratori e punti di accoglienza, creando un sistema collaborativo che promuove l'economia locale e la socialità. Finanziamenti: Il progetto è stato sostenuto anche con contributi regionali e ha visto investimenti pubblici specifici, ad esempio per l'illuminazione e altri interventi di valorizzazione del borgo. Esperienza per il visitatore: "BorgoShopping" invita i visitatori a vivere Morro d'Alba in un modo unico, combinando l'esperienza di acquisto con la degustazione di prodotti locali, la scoperta del patrimonio storico (come le antiche mura e il museo "Utensilia") e la partecipazione a eventi culturali. È un'iniziativa che mira a promuovere un turismo "esperienziale" nel borgo, noto anche come uno dei "Borghi più belli d'Italia".
PR MARCHE FESR 2021/2027
ASSE 1 - OS 1.2 - AZIONE 1.2.2 - Intervento 1.2.2.2
Titolo progetto: MORRO D’ALBA: TURISMO E CULTURA IN UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA CUP: C51F24004870002 CIG: B4EF82558B