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Tra storia, vino e panorami senza tempo.

I luoghi da non perdere

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Dimore e Fortificazioni

Piazza Barcaroli

Piazza Barcaroli si trova nel nucleo più interno del borgo storico di Morro d’Alba. Fino al 1813, come dimostrano le immagini del Catasto Gregoriano, quella che oggi è una piazza era uno spazio saturo di edifici che ospitava gli uffici comunali, le abitazioni dei benestanti, un molino dell’olio, il Monte di Pietà ecc, quindi elementi tipici che caratterizzavano la socialità del borgo. Dal XIX secolo tuttavia, le famiglie più in vista persero l’abitudine di abitare il castello, non considerando più la dimora in centro storico un segno di distinzione sociale, così gli edifici del centro e la cinta muraria iniziarono a dare segni di decadenza. Le costruzioni all’interno del borgo vennero quasi completamente demolite, lasciando solo le costruzioni sulla zona perimetrale, come le vediamo attualmente. Oggi, parte della piazza ospita un giardino, mentre l’altra parte diventa un teatro a cielo aperto in estate, una sorta di arena in cui si svolgono spettacoli teatrali, la rassegna cinematografica sotto le stelle, cene all’aperto, gli spettacoli del Festival Letterario Lacrima in giallo e i concerti de Le notti del vino. Dalla piazza si aprono due ingressi che conducono al Camminamento di ronda la Scarpa. Sulla parte a nord, si osserva una rientranza, sede di un edificio abbattuto. Sul fondale di giorno si nota un’opera di Land art, realizzata in occasione della prima edizione del Green Loop Festival, in collaborazione con l’Accademia Poliarte di Ancona. La struttura è una sorta di rosone che rievoca i simboli del territorio di Morro d’Alba. Nella parte più esterna si riconoscono le foglie dell’ulivo e della vite, cioè le culture più diffuse sulle nostre colline, quindi il cerchio più interno è composto per metà dalla ruota del carro agricolo, che ritroviamo anche nel Museo Utensilia e dalla ruota meccanica che ricorda le nostre aziende. Di notte, l’opera si illumina grazie all’installazione di Light design “The Symbol”, visibile anche da piazza Tarsetti.
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Chiesa di San Benedetto

Nel 1487 il Capitolo di S. Giovanni in Laterano autorizzò l’autorità comunale di Morro e la Confraternita di S. Benedetto a costruire una chiesa o una cappella su un’area di sua proprietà, lungo il borgo, poco lontano dal castello. Nel 1512 era già edificata e, per quella concessione, ancora oggi riporta, sulla facciata, lo stemma del Capitolo stesso, unico elemento superstite della primigenia struttura architettonica. Tra il 1608 e il 1627, la chiesa ha fatto parte di un piccolo convento francescano insediatosi in loco. Dopo varie ristrutturazioni, da chiesa della Confraternita è diventata sede parrocchiale nel 1884 quando vi vennero trasferiti i diritti della Chiesa di Santa Maria del Fiore. L’edificio presenta una facciata con elementi decorativi in pietra bianca risalente alla ristrutturazione degli anni ’30 del Novecento ed un interno a pianta basilicata con navata unica. La soffittatura, l’arco tra navata e presbiterio e la volta del presbiterio stesso, sono stati affrescati, alla fine degli anni ’40 del XX secolo, dai pittori di Ostra Marcantonio Bedini e dal giovane Tarcisio, suo figlio. Accoglie nelle pareti lunghe due interessanti e pregevoli mostre d’altare lignee, due “ancone” di fine XVI secolo, opere di artigiani locali esperti nel lavoro d’intaglio. Quella della parete di destra racchiude un dipinto del 1595 del pittore Ercole Ramazzani di Arcevia, già allievo di Lorenzo Lotto, raffigurante l’“Immacolata Concezione” affiancata da due schiere di angeli, fra San Michele Arcangelo e San Benedetto. Nella parete contrapposta, un dipinto della prima metà del XVII secolo raffigura la “Madonna di Loreto”, al centro fra Santa Teresa, Santa Chiara, San Francesco e Sant’Antonio. Nel presbiterio, in una nicchia sopra l’altare, un trono ligneo dorato di fine XIX secolo con un piccolo dipinto su tela raffigurante la “Madonna del Consiglio”.
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Piazzale Bersaglieri

Costeggia il fronte sud orientale delle mura castellane ed è occupato da un giardino attrezzato con giochi per bambini e da un ampio spiazzo che in estate diventa uno dei luoghi in cui vengono ospitati spettacoli all’aperto e serate danzanti. Molto frequentato nei pomeriggi estivi perché sempre in ombra, sia da famiglie con bambini ma anche dagli ospiti della casa di riposo che in questo luogo si ritrovano in un continuo dialogo e interazione con la cittadinanza. In occasione del Cantamaggio, è il luogo in cui viene addobbato l’albero del maggio, dai bambini della scuola dell’infanzia e dai “nonni” della casa di riposo. Questo è il primo rito della festa antica in cui vengono rievocati i canti rituali di questua e le cui immagini sono state immortalate dagli scatti di Mario Giacomelli nella collezione esposta in maniera permanente presso il Museo Utensilia. L’area, tutt’oggi è nota come “il giogo”, forse ricordando lo spazio in cui un tempo si giocava al gioco del pallone con il bracciale. In occasione degli eventi speciali (Le notti del vino, La notte romantica dei borghi, Il natale ecc.) le imponenti mura diventano un’installazione di light design. “Green Heart” è infatti il videomapping che viene proiettato sulla parete della facciata del castello, e che offre una narrazione inedita e spettacolare del borgo di Morro d’Alba. L’installazione è visibile a chilometri di distanza. A Natale il progetto luminoso viene personalizzato con giochi di luce dedicati alla magia di questo periodo. Presso il piazzale Bersaglieri si trova anche la sede della locale Biblioteca Pubblica, al centro di molte iniziative culturali promosse nel borgo.
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Chiesa del Santissimo Sacramento

All’interno del tessuto edilizio storico di Morro d’Alba, posta quasi all’inizio del borgo in direzione di Jesi, sorge la piccola chiesa costruita, nella prima metà del 1600, dalla Confraternita del SS. Sacramento che da essa prende il nome. Tale Confraternita, già istituita presso l’altare maggiore della Chiesa parrocchiale di San Gaudenzio, per una maggiore autonomia, secondo una tradizione medioevale, aveva chiesto più volte l’autorizzazione al Consiglio Comunale di erigere una propria chiesa, cosa che avvenne solo nel 1614. Secondo l’inventario diocesano del 1873, la storia della Confraternita risale al 1450 e risulta si sia aggregata all’Arciconfraternita del SS. Sacramento della chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma nel 1632. Presente ed attiva sul territorio fino alla fine degli anni ‘80 del Novecento, ha ripreso vita e vigore all’inizio del 2005, con la “Cerimonia di Vestizione” dei nuovi confratelli. Ritornando alla Chiesa, al di sopra dell’altare ligneo si trova una tela dell’“Ultima Cena” realizzata ad olio, collocabile nella seconda metà del XVII secolo e da attribuirsi ad un mediocre artista locale che copia fedelmente la tela dell’“Ultima Cena” di Felice Pellegrini, conservata nella chiesa Collegiata di Santo Stefano a Castelfidardo. E’ presente anche un plastico del sacello lauretano in legno dipinto, risalente al secolo XVIII. La “Santa Casa” ha forma rettangolare e un tetto a spioventi con un campanile; sul tetto siedono la Madonna e Gesù Bambino che benedice. La scultura morrese settecentesca risponde a quella tipologia determinata dalla presenza della Madonna e Bambino seduti sul tetto della sacra casetta della Vergine, detta popolarmente “Madonna del Tettarello”.
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Chiesa di Sant’Amico (La Chiesa dei Santi Simone e Giuda)

Per comodità del popolo della contrada omonima, secondo una lapide che era posta all’ingresso, nell’aprile del 1587 venne costruita la chiesa di Sant’Amico che è dedicata ai Santi Simone e Giuda. Nei secoli XV, XVI e XVII la contrada era riportata nei catasti e in vari documenti con la dizione San Manìco o San Menìco; solo nel corso del XVIII secolo compare la dizione attuale. La chiesa sarebbe stata costruita sul luogo di una preesistente dedicata a San Domenico, da cui deriverebbe la storpiatura popolare di San Ménico. Questa piccola chiesa rurale forma un unico corpo edilizio con una contigua abitazione posta sul lato sinistro. Il complesso è stato restaurato alla fine degli anni ‘80; la Sovrintendenza ai Beni Culturali aveva espresso parere favorevole ai lavori purché fosse mantenuto il carattere originale della costruzione, ritenuto “edificio storico monumentale”. Presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda di Sant’Amico ha sede la Confraternita del Buon Gesù. Non esiste una data certa della sua istituzione, ma la tenuta dei libri inizia dal 1588, un anno dopo la costruzione della chiesa. Il 1° maggio 1608 fu aggregata all’Arciconfraternita del Buon Gesù della chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma. Essa è stata presente ed operante sul territorio fino agli anni ‘60. Dopo un lungo periodo di inattività ha ripreso vita nel 1978 ma è rimasta inoperosa fino al recente passato quando, con un nuovo spirito vitale espresso dalla presenza di alcuni giovani, nel 2005 si è svolta la “Cerimonia di Vestizione” dei nuovi confratelli.
Itinerari turistici

Itinerari turistici per conoscere, esplorare e valorizzare il territorio.

Immagine associata all'itinerario: SAN AMICO – SAN PATRIGNANO andata e ritorno
Cammini storici o naturalistici
SAN AMICO – SAN PATRIGNANO andata e ritorno
Perché scegliere questo itinerario? Percorso panoramico, ideale per amanti della fotografia e della natura Immersione nella tradizione enogastronomica, con tappe presso cantine locali Storia e cultura, con la visita a chiese e borghi storici Adatto a tutti, senza particolari difficoltà tecniche Bellissimo percorso e panorami mozzafiato, attraverso vigne, cantine e chiesette rurali. Percorso attraverso sentieri poco frequentati in cui è facile incontrare animali selvatici. Adatto per amanti della fotografia. Possibile variante rientrando per S. Patrignano.
Immagine associata all'itinerario: Itinerario Storico di Morro d’Alba: Arte, Storia e Tradizione
Percorso Urbano
Itinerario Storico di Morro d’Alba: Arte, Storia e Tradizione
Un percorso affascinante tra le bellezze storiche e culturali di Morro d’Alba, borgo medievale famoso per la sua cinta muraria, i sotterranei e il vino Lacrima di Morro d'Alba. Questo itinerario ti guiderà attraverso i luoghi più significativi del paese, tra scorci panoramici, antiche chiese e un’esperienza enogastronomica unica. Distanza: Circa 2-3 km (facile e adatto a tutti) Durata: Circa 2 ore (+ tempo per la degustazione) Ideale per: amanti della storia, dell’arte e della tradizione enogastronomica Perché scegliere questo itinerario? Scoperta di un borgo medievale affascinante Percorso semplice e adatto a tutti Un mix di arte, storia e tradizioni locali Degustazione del celebre vino Lacrima di Morro d’Alba
Immagine associata all'itinerario: Anello dalla Parrocchia di San Gaudenzio alla chiesetta di Santa Maria del Fiore
Cammini storici o naturalistici
Anello dalla Parrocchia di San Gaudenzio alla chiesetta di Santa Maria del Fiore
Facile percorso di 3,9 km che attraversa la campagna conducendo alla Chiesa rurale di S. Maria del Fiore coprendo suggestivi scorci del Borgo. Al rientro possibile variante attraverso il boschetto presso la scuola dell’infanzia. L’itinerario si addentra fino alla caratteristica Chiesa rurale intitolata a Santa Maria del Fiore, ricostruita all’inizio del XVI secolo.
Esperienze

Un viaggio tra arte, storia e tradizioni locali.

Esperienza LACRIMA Storia e Gusto
Immagina di varcare le porte di un antico borgo fortificato: Morro d’Alba, con le sue mura che custodiscono secoli di storie. Qui, dove il tempo sembra rallentare, inizia il tuo viaggio alla scoperta della Lacrima, il vino simbolo di questo territorio. Ti accoglierà il racconto di un vitigno raro, che affonda le radici nella tradizione contadina e che oggi è diventato un’eccellenza riconosciuta. Camminerai tra vicoli e vigneti, ascoltando leggende e curiosità che legano indissolubilmente la comunità al suo vino più prezioso. Poi arriverà il momento più atteso: la degustazione guidata. Un calice dopo l’altro, scoprirai le sfumature della Lacrima — dal rubino brillante alle note di rosa e frutti rossi — lasciandoti sorprendere dalla sua intensità aromatica. Ad accompagnare i vini, i sapori autentici delle Marche: salumi, formaggi, pane caldo, in un dialogo perfetto tra cibo e territorio. Questa non è una semplice visita: è un’esperienza che unisce storia, cultura e gusto. Un percorso che ti farà sentire parte di una tradizione viva, capace di emozionare e di rimanere impressa nei ricordi, proprio come il bouquet inconfondibile della Lacrima di Morro d’Alba.
Borgo Shopping
"BorgoShopping" è il nome di un progetto innovativo che ha l'obiettivo di trasformare il centro storico di Morro d'Alba in un Centro Commerciale Naturale. L'iniziativa si distingue dai centri commerciali tradizionali, in quanto non è un luogo fisico con un'unica struttura, ma un sistema integrato che valorizza il patrimonio esistente. Punti chiave del progetto: Obiettivo principale: Valorizzare e sostenere il commercio locale, le botteghe e i produttori tipici, preservando al contempo l'autenticità e il fascino del borgo medievale. Funzionamento: Mette in rete negozi, artigiani, ristoratori e punti di accoglienza, creando un sistema collaborativo che promuove l'economia locale e la socialità. Finanziamenti: Il progetto è stato sostenuto anche con contributi regionali e ha visto investimenti pubblici specifici, ad esempio per l'illuminazione e altri interventi di valorizzazione del borgo. Esperienza per il visitatore: "BorgoShopping" invita i visitatori a vivere Morro d'Alba in un modo unico, combinando l'esperienza di acquisto con la degustazione di prodotti locali, la scoperta del patrimonio storico (come le antiche mura e il museo "Utensilia") e la partecipazione a eventi culturali. È un'iniziativa che mira a promuovere un turismo "esperienziale" nel borgo, noto anche come uno dei "Borghi più belli d'Italia".
10 cose da fare e vedere a Morro d’Alba, il borgo del vino Lacrima
Morro d’Alba è un borgo della provincia di Ancona immerso tra le colline. Meta perfetta per coloro che vogliono scoprire la bellezza nascosta delle Marche è inserito nel club de I Borghi più Belli d’Italia. Il termine “Morro” deriva probabilmente da murr, altura o roccia in quanto il borgo si trova infatti su un colle, in posizione strategica e panoramica. “Alba”, invece, venne aggiunto dopo il 1862. Il nome più antico del borgo è Castrum Murri, Castello di Morro.
Servizi Digitali Integrati PR MARCHE FESR 2021/2027
ASSE 1 - OS 1.2 - AZIONE 1.2.2 - Intervento 1.2.2.2 Erogazione finanziamenti a Enti locali per il dispiegamento nel territorio regionale di servizi pubblici digitali integrati.
Importo: 45.000,00 € Titolo progetto: MORRO D’ALBA: TURISMO E CULTURA IN UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA CUP: C51F24004870002 CIG: B4EF82558B